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alcuni giudizi sul libro
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con il giornalista Marcello Veneziani

 

GIUDIZI ESPRESSI SUL LIBRO


Paolo Gazzarra (regista televisivo e teatrale, scrittore)

 Carissimo Nino,
con grave ritardo – avendolo già letto da tempo – voglio esprimerti il mio compiacimento e i miei più sinceri complimenti per il tuo bellissimo romanzo.
Ho potuto apprezzarlo nelle sue diverse qualità: dalla scrittura, sempre intensa e scorrevole, alla poesia sottile e discreta che traspare da ogni pagina, al ritmo particolarmente giusto per tenere il lettore avvinto alla vicenda, senza far mai ricorso a effetti o colpi di scena che non siano del tutto funzionali alla storia e intonati al sentimento generale che pervade tutto il libro.
Ti sono davvero grato per avermi regalato alcune ore di così bella lettura.
Auguri per la tua attività, insieme ad un saluto affettuoso.
Paolo Gazzarra
Roma, 25 novembre 2006

Marcello Veneziani (giornalista e scrittore)

grazie per le foto e per il bel libro che ho letto qua e là in aeroporto. Anche a me ha fatto piacere conoscere te e gli altri amici. Un caro saluto.
     Marcello Veneziani
Roma, 20/11/2006

BENT PARODI (scrittore e giornalista)

“…. Nino Casamento possiede l’ars scribendi di un giornalista dalla lunga e variegata attività. E perciò il libro è ben scritto, la scrittura è essenziale. Non ci sono sbavature.
Rivela un notevole talento narrativo. Manifesta  anche un certo gusto nell’indagine psicologica, nello sforzo di introspezione che esercita non solo verso i due protagonisti, ma anche per tutti gli altri personaggi, che solo all’apparenza risultano stagliarsi sullo sfondo, sull’orizzonte, ma che in realtà sono ben delineati, ben compresi.
La lingua è precisa e ricca, la prosa è agile, la descrizione dei luoghi puntuale e suggestiva.
Il romanzo è interamente dedicato a quella grande tragedia della Bosnia Erzegovina e debbo dire che anche da questo punto di vista la scelta della trama è assolutamente felice, come originalissimo è l’incrocio tra una vicenda esistenziale della Bosnia con un’altra della Sicilia. Certo la fantasia non gli manca e sono convinto che la saprà mettere a giusto profitto anche in altre prove letterarie…”

Fabiola Paterniti (giornalista)

E’ la seconda volta che mi trovo a leggere un libro di Nino Casamento. Anche quest’opera mi ha colpito particolarmente sia per la scrittura molto efficace che per la storia di straordinario interesse.
Questo libro parla di guerra, di una guerra che si è scatenata un decennio fa alle porte di casa nostra, nella ex Jugoslavia. E di mafia, perché attraverso il racconto delle vicende di Silvana, originaria di Tortorici, è ricostruita la sofferenza di un territorio qui nei Nebrodi, di cui tutti sanno. Nel romanzo la violenza che ha subito Franjo, a cui la guerra ha distrutto la famiglia s’intreccia con la violenza che ha subito Silvana, cui è stato ucciso un fratello e che perciò fugge dalla sua terra per riparare in Friuli, dove i due personaggi s’incontrano e vivono una bella storia d’amore e di riscatto. Il racconto è bello e coinvolgente e si incastona in scenari e paesaggi descritti liricamente e con maestria, in tradizioni e usi che richiamano  identità e specificità di terre lontane e tanto diverse, accompagnato da riflessioni dell’autore e riproposizione di valori autentici che la nostra civiltà sembra abbia smarrito. Un libro che prende, un libro da leggere.


Paolo Aragona ( scrittore e critico)

     Questo riuscito secondo romanzo di Nino Casamento – Il nome nemico ( Gangemi editore ) – dopo L’Albero dei torti – può essere a ragione inserito in quel filone di scrittura creativa che ci si augura continui a crescere e che può essere definito “scrittura dei valori”, consistente nel recupero ostinato, anche se controcorrente, delle radici solide della società contadina e cristiana dell’Europa. Una società capace di costruire con pazienza “artigiana” attorno alla famiglia, con al centro la figura paterna quale “punto di riferimento” saldo, la coscienza del senso del dovere e della responsabilità, rifuggendo lo sterile relativismo del nostro tempo. Un romanzo da leggere se si sente ancora la necessità di costruire il futuro guardando al passato.
                                                                                               
Vito Zucchi  (attore)
Nino Casamento sa cercare il succo delle cose, sa illustrare i momenti che determinano le emozioni e nei suoi libri noi vediamo proprio che ci descrive questi momenti.
Riesce poi a pennellare il carattere delle persone. Consiglio a tutti di leggerlo perché fa provare intense emozioni.

Claudio D’Alvise  (presidente della biblioteca di Rivignano)
Ringrazio  Nino Casamento per averci dato questo libro. E’ veramente scorrevole, si legge d’un fiato, in un paio d’ore che passano piacevolmente e nel contempo spingono a riflettere.

Davide Rocchetto  (assessore alla cultura di Rivignano)
Ho letto il libro con molto piacere, tutto d’un fiato. E’ scorrevolissimo, è piacevolissimo e devo fare i complimenti all’autore perché è stato capace non soltanto di raccontare uno stralcio, una parte di una vita, ma è stato capace anche di arricchire il racconto, correndo sempre al limite tra la realtà e l’invenzione, trasmettendoci tante cose positive: valori, sentimenti, ma anche tante informazioni, tante cose che non dobbiamo dimenticare. Alludo soprattutto all’esperienza durissima della guerra, che poi rimanda ad un’altra esperienza, altrettanto drammatica che è quella dell’emigrazione che, seppur trattata col taglio romanzesco, è un supporto fondamentale per la diffusione dei valori dell’informazione, della conoscenza, della presa di coscienza.
A chi  non ha ancora letto il libro  auguro buona lettura. Sono sicuro che rimarrete tutti positivamente colpiti da quest’ opera.

Ermes Comuzzi  (scrittore)
Il libro ha un’impostazione originale e interessante, nel gioco efficace dei flash back. Vi lascio la curiosità di scoprire questa storia amara ed avvincente leggendo il libro. Compare più volte l’ambiente rivignanese. Il momento più bello a me pare dei fuochi epifanici ad Ariis, con il falò acceso in mezzo al fiume. Lo scrittore è stato meraviglioso nel descrivere la scena della fiamma che si chiude, che si spegne, con i detriti che se ne vanno giù lungo l’acqua del fiume Stella. E’ un’iammagine intensamente poetica. Simboleggia proprio il passato dei protagonisti che si spegne e viene trascinato via, lasciandoli liberi di amarsi.
Il libro mi è piaciuto moltissimo. L’autore ha un modo di scrivere  scorrevole, fluido, che avvince il lettore, lo coinvolge e lo fa partecipe al dramma prima e poi alla gioia.

Nino Sidoti  (Sindaco di Montagnareale)
Voglio ringraziare il prof. Casamento per la sua interessante attività di scrittore. Dopo la conclusione della sua attività di insegnante si è dato alla scrittura, è andato avanti e questo è un importante esempio per i giovani. Ho detto altre volte che le strade servono per transitare, non per sostare e Nino Casamento ha continuato a camminare, senza fermarsi, perché sta portando avanti con i suoi scritti un importante progetto culturale. E’ un onore e un vanto per il nostro paese quello che fa e quello che farà ancora.

Giovanni Salemi (presidente Ass. naz. Librai)
Questo secondo libro di Nino Casamento, come si conviene e come uno scrittore di spessore di solito fa, allarga l’orizzonte, va oltre i confini dell’Italia. E’ infatti ambientato nell’ex Jugoslavia. Il protagonista, un bosniaco, descrive la guerra che ha vissuto. Anche se questo non è un libro storico, è un romanzo, c’è una descrizione molto articolata e profonda delle terribili vicende di quella guerra, ma trattata in modo sintetico e chiaro. E’ un libro fatto veramente bene. Avrà sicuramente un grosso successo. Lo stile è, come al solito, pulito, semplice, chiaro. Anche le situazioni drammatiche sono trattate in modo sobrio e delicato. Nino casamento poi è così bravo nelle descrizioni che io lo definirei uno scrittore paesaggistico, perché riesce a delineare luoghi e  paesaggi in modo davvero straordinario.

Pippo Donzelli (medico)
Nino Casamento riesce a toccare le note del nostro animo più dolorose. Con le sue descrizioni ci fa veramente soffrire, ci fa partecipare al dolore, all’ansia dei protagonisti. Il suo libro è un inno contro la guerra, un inno contro la mafia. Lo ringrazio perché riesce ad esprimersi in questa maniera veramente coinvolgente.

Nunziato Adornetto (dirigente scolastico)
Ho cominciato a leggere il libro di Nino Casamento e così come per il primo sto apprezzando la sua chiarezza espositiva, la precisione nel descrivere i fatti. Dalle letture che abbiamo ascoltato ho anche capito che la seconda parte è ancora più interessante della prima, perché oltre alla guerra tratta anche della mafia. Tra i tanti libri che mi capita di leggere, anche di grandi autori, devo dire che questo mi sembra tra i più interessanti e più chiari. Mi devo perciò complimentare con Nino Casamento, al quale auguro un meritato successo. Propongo anzi al mio collega dirigente di prodigarsi perché questo libro sia adottato come testo di narrativa nelle nostre scuole, perché può trasmettere ai giovani tanti valori positivi.

Angiola Giuffrè (docente di lettere ITCG Capo d’Orlando)
“ Questo libro, davvero bello e toccante, ci ha fatto scoprire la complessità dell’animo umano. Procedendo nella lettura i due protagonisti, Franjo e Silvana, sono diventati amici nostri. Il romanzo ci ha colpito per la drammaticità delle vicende, per la delicatezza dei sentimenti, per la descrizione dei luoghi, per le riflessioni che vi abbiamo trovato. Ci ha anche aiutato a ripercorre il sentiero della storia degli ultimi 50 anni. Davvero un bel romanzo. Aspettiamo con ansia il suo prossimo volume”.
il suo libro ci ha fatto scoprire due personaggi che sono diventati amici nostri. In Silvana i ragazzi hanno scoperto una compagna di scuola, in Franjo un compagno di avventure, tragiche, amare, ma avvincenti. Ci ha colpito l’accostamento di due mondi profondamenti diversi.
Il romanzo ci ha affascinati  e nel contempo sconvolti. Ha lasciato il segno. Oltretutto la sua lettura caduta proprio nel periodo in cui dedicavamo la nostra attenzione alle giornate del ricordo e della memoria ed ha rappresentato un valore aggiunto alla nostra programmazione. In esso si intrecciano tanti eventi sociali, culturali e anche storici, perché la narrazione ripercorre gli ultimi 50 anni. Ci siamo posti tanti perché e i ragazzi hanno preparato delle domande per soddisfare con l’autore la loro curiosità e capire più profondamente il libro.
In questa storia di un uomo e di una donna ci siamo riconosciuti. La scuola dovrebbe avere tanti momenti come questo, densi di passione, di curiosità, di riflessione, di coinvolgimento. Un grazie sentito all’autore, quindi, nella speranza di leggere presto un altro suo volume.

Roberto Rifici (docente di lettere ITCG di Capo d’Orlando)
L’incontro con l’autore si è concluso felicemente con la sensazione che gli studenti partecipanti si sono sentiti protagonisti attivi di una  storia di forte impatto sociale, resa avvincente peraltro nella scrittura dalla sensibilità e dalla maestria del narratore, che ha saputo dare voce soprattutto alla profondità dei  sentimenti dei due personaggi principali, Silvana e Franjo.
Il messaggio del romanzo è senz’altro positivo: dopo tante dolorose vicende, gli eroi della storia ritrovano nell’amore “la speranza e la forza di ricominciare a vivere, di riannodare il filo spezzato con la loro terra”.

 

foto n. 1 Nino Casamento con la giornalista televisiva Rula Jebreal

foto n.2 Con il giornalista e scrittore Bent Parodi alla libreria Flaccovio di Palermo

 


 



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