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Bimestrale, anno XXVII - febbraio/marzo 2004

 

PER SALE E SCAFFALI

Nino Casamento,  L'albero dei torti

Gangemi editore -2004


Amarezza e politica in provincia


      Nino Casamento è nato a Montagnareale (ME) nel 1945. Laureato in Lettere
presso l’Università di Messina, ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole superiori. Si è occupato per lungo tempo di poli­tica ed è stato, tra l’altro, assesso­re alla cultura nel Comune di Patti, assessore alla provincia e presidente dell’azienda provincia­le di promozione turistica di Messina. Giornalista pubblicista, ha fondato e diretto diversi perio­dici locali. Ha all’attivo pubblica­zioni di carattere culturale e turi­stico e con questo romanzo esor­disce come narratore per i tipi del­l’editore Gangemi di Roma. E lo fa nel migliore dei modi.

     La storia è una di quelle che lascia l’amaro in bocca ma, allo stesso tempo, apre al lettore la porta a una speranza che non deve morire. Gino, il protagonista, attraversa durante la sua esisten­za tutti i travagli di un’Italia che, uscita da una guerra devastante tenta, tra mille incertezze, di riconquistare la dignità. Ma tutto attraverso miserie umane, rivolu­zioni dei costumi e squallide real­tà di prostituzione politica ed economica.

     E' un siciliano cresciuto tra le tranquille colline dei Nebrodi ed è costretto, come tanti altri, dopo gli studi di giurisprudenza a Messina, ad emigrare a Milano per cercare un futuro diverso da quello che la sua terra può ormai offrirgli. Comincia così la sua carriera di insegnante e di awocato. Conosce un mondo amaro, fatto di piccole e grandi bugie, di tradimenti e di truffe che lo gettano in uno stato di prostrazione che lo riporta a
desiderare il ritorno a Montagnareale, il suo amato paese, fatto di gente e di cose semplici.
Ma, paradossalmente, la più grande delle amarezze lo aspetta proprio lì dove è nato e dove crede che i valori siano rimasti quelli di un tempo. E' l’esperienza politica per l’elezione del nuovo sindaco che prima lo esalta e poi lo distrugge, attraverso i giochi e le logiche perverse che, seppure in una realtà locale piccola, fanno saltare tutto: promesse, lealtà e amicizia.

     Si ritrova di nuovo solo e quando pensa di aver trovato l’a­more, la sorte avversa, i rami di questo albero dei torti quotidiani, lo awolgono in una spirale dalla quale pensa di non potere uscire più. Ma, come altre volte, il rintoc­co armonioso della campana lo chiama a una vita che vuole ad ogni costo farsi ancora fiume per continuare a scorrere nel greto della speranza.

     E' un libro denso ma che si legge d’un fiato e lascia il cuore in bilico tra il rimpianto di ciò che èstato e il desiderio per quello che ancora deve venire.

                                                        PAOLO ARAGONA

 


 






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