Comunicato stampa del 20 febbraio 2006
ALL'I.T.C.G. "MERENDINO" DI CAPO D'ORLANDO
GLI STUDENTI INCONTRANO IL PROF. NINO CASAMENTO,
AUTORE DEL ROMANZO "IL NOME NEMICO".
del prof. Roberto Rifici
addetto stampa dell'Istituto
Nell'ambito della Rassegna incontro con l'autore, sabato 18.02.2006, si è svolto, nella Sede Centrale dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale e Geometri di Capo d'Orlando, il quarto appuntamento letterario, organizzato dalla prof.ssa Lella Giuffrè. All'incontro con lo scrittore, prof. Nino Casamento, autore del romanzo "Il Nome Nemico", hanno partecipato gli studenti delle quinte classi sez. A e B del Corso Geometri., il Dirigente Scolastico, prof. Angelo Santaromita Villa, la prof.ssa Maria Speziale, la prof.ssa Lella Giuffrè e l'addetto stampa dell'Istituto, prof. Roberto Rifici.
Nella prolusione, la prof.ssa Giuffrè, coordinatrice dell'attività, ha tracciato un breve profilo sulla vicenda del romanzo "Il nome nemico", augurando all'autore di poter pubblicare presto un'altra avvincente storia. Subito dopo, è seguita la lettura, vivacizzata dal sottofondo musicale delle note della chitarra suonata dall'alunno Massimo Verzari, di alcune pagine del romanzo, come "Il campo di Mathausen" - "La festa di San Sebastiano" - "Silvana, a Capo d'Orlando" - "I Nebrodi" - "La processione dei Nudi", presentate da Sergio Natoli, Federica Ferrarolo, Stefania Ricciardello, Giuseppe Fragale e Cristian Bufera, studenti della quinta B del Corso Geometri.
Con dovizia di notizie, l'autore, dichiarandosi innanzi tutto contento di essere in mezzo ai giovani a scuola, istituzione basilare della Società, guida insostituibile nella formazione delle giovani generazioni, ha chiarito le domande e le curiosità espresse durante il dibattito dagli alunni.
Sull'onda dei ricordi giovanili, l'autore ha rilevato pure i sacrifici di una volta affrontati dagli studenti, quando sul territorio poche erano le zone servite dalla presenza delle scuole soprattutto le superiori. Oggi, rispetto al passato, la situazione è mutata, c'è un mondo straordinario di mezzi e di opportunità per tutti; però, la Società, purtroppo, si è impoverita spiritualmente, essendo carente di forti stimoli e di sane motivazioni. C'è, ahimè, anche una televisione che lancia messaggi devastanti, che inculca ai giovani l'idea che non bisogna fare niente, che non serve studiare e che basta, invece, un po' di fortuna per sfondare o per diventare qualcuno. Occorrerebbe piuttosto, per arginare la violenza, il recupero senza scorciatoie dei valori di fondo.
L'impegno culturale e il recupero dei valori sono - secondo il prof. Casamento - i punti di forza verso cui i giovani devono tendere. Leggere un buon libro, pratica da noi alquanto carente, è sicuramente assai utile. Riscoprire, quindi, la lettura è importante, perché essa è lo strumento più interattivo che si conosce e che consente ai lettori di partecipare intensamente alla vita dei protagonisti.
Un'altra opportunità, messa in evidenza dall'autore, è l'uso di Internet, un mezzo utile da adoperare criticamente; in altri termini, un'arma, che bisogna saper maneggiare e che può diventare soprattutto per i giovani una risorsa di vita e di morte.
L'incontro con l'autore si è concluso felicemente con la sensazione che gli studenti partecipanti si sono sentiti protagonisti attivi di una storia di forte impatto sociale, resa avvincente peraltro nella scrittura dalla sensibilità e dalla maestria del narratore, che ha saputo dare voce soprattutto alla profondità dei sentimenti dei due personaggi principali, Silvana e Franjo.
Il messaggio del romanzo è senz'altro positivo: dopo tante dolorose vicende, gli eroi della storia ritrovano nell'amore "la speranza e la forza di ricominciare a vivere, di riannodare il filo spezzato con la loro terra".
INTERVISTA AL PROF. NINO CASAMENTO
AUTORE DEL ROMANZO "IL NOME NEMICO"
a cura del prof. Roberto Rifici
addetto stampa dell'ITCG di Capo d'Orlando
D. Nell'ambito della rassegna incontro con l'autore, che si è svolta qui stamattina, nei locali della Sede dell'Istituto Tecnico Statale Commerciale e Geometri di Capo d'Orlando, vorrei porgerLe qualche domanda, per conoscere l'esordio della sua attività di scrittore.
R. Certamente! Sono a sua completa disposizione.
D. Quando ha cominciato a scrivere?
R. Ho sempre scritto. La mia attività prevalente è stata quella dell'insegnamento e dopo la politica; ora che sono in pensione, mi dedico a tempo pieno a quest'impegno. "Il nome nemico" è il mio nuovo romanzo.
D. Prof. Casamento, prima di questo libro, ne ha scritti degli altri?
R. Sì! Dopo numerose pubblicazioni di carattere culturale e turistico, nel 2004, con l'editore Gangemi ho pubblicato il mio primo romanzo dal titolo "Insidie e delusioni nella vita di un emigrante.L'albero dei torti".
D. Quali sono gli argomenti, i personaggi che predilige di più nelle sue opere?
R. Oltre ad un omaggio alla mia terra, miro al recupero di paesaggi del nostro territorio (la zona costiera, Capo d'Orlando, la zona dei Nebrodi, Tortorici) e cerco di richiamare alcuni temi d'impatto sociale. Emigrazione di tipo intellettuale nel mio primo romanzo e guerra e mafia nel secondo sono alcuni dei temi affrontati.
D. Qual è l'indirizzo artistico, la corrente letteraria che ha seguito come scrittore?
R. Non mi affido ad una particolare corrente letteraria. Mi piace ricostruire storie di uomini che vivono i problemi del nostro tempo, facendolo con una scrittura semplice, chiara e scorrevole. Inoltre, cerco di rappresentare gli avvenimenti con una trama avvincente che spinga i lettori a divorare il libro, cioè a leggerlo tutto d'un fiato.
D. Quanti romanzi ha scritto?
R. Fondamentalmente io nasco come giornalista pubblicista e scrivo argomenti culturali.
Ho fondato e diretto periodici locali come Paese nuovo - Il Filo - Nebros e ho collaborato con vari giornali, tra cui la Gazzetta del Sud, La Sicilia, Centonove.
Da due anni scrivo romanzi, prima L'albero dei torti" e adesso questo nuovo libro dal titolo "Il nome nemico" pubblicati entrambi dall'editore Gangemi di Roma.
D. Di questi due romanzi, al di là del successo personale, qual è quello che fa vibrare di più il suo cuore e la sua anima?
R. Tutti e due, ma fondamentalmente l'ultimo, perché mi dicono che sia un'opera più matura e completa.
D. Com' è nata l'idea di scrivere il libro che ha presentato, oggi, agli studenti del Corso Geometri del "Merendino" di Capo d'Orlando?
R. Dalla conoscenza diretta dell'uomo, protagonista del romanzo, che adesso abita in Italia e che fu rinchiuso in un campo di concentramento per la sola colpa di portare un nome nemico, Franjo, quello del Presidente della Croazia, che i Serbi odiavano in modo ferino e viscerale, ma anche dalla visita del campo di sterminio di Mathausen, ove ho visto i resti di quell'orrore, come le stanze della morte per gas.
D. Alessandro Manzoni, nei Promessi Sposi, scrive che Dio "non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande". Qual è il messaggio di questo suo libro ?
R. Voglio dire prima due cose. La prima è che il romanzo è impregnato di religiosità, necessaria per superare le grandi prove che la vita riserva all'uomo; la seconda è che i protagonisti, accomunati da una vicenda tragica, amara, ritrovano nell'amore, (e questo è il messaggio), la speranza e la forza di ricominciare a vivere, di riannodare il filo spezzato con la loro terra.
D. Per finire, si sente di dare ai giovani un consiglio, una strada da seguire, per vivere e non per sopravvivere?
R. Sì! Essere sempre se stessi e impegnarsi, per realizzare domani un mondo migliore, di pace e di solidarietà, ragionando sempre con la propria testa.
Conclusione:
Grazie dell'intervista concessami e auguri di un felice successo per la Sua carriera di scrittore impegnato e per tutto ciò che è riuscito ad esprimere nella sua narrativa, ricca di sinceri sentimenti.