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Scuola media di Rivignano

Venerdì 5 maggio 2006

Incontro con l'autore

 

Dopo l'introduzione del dirigente scolastico prof. Luigi Todisco e l'intervento dell'architetto Giambattista Giau, vice sindaco del comune di Rivignano, che ha tracciato un breve profilo dell'autore e una sintesi del libro, Il nome nemico, la prof.ssa Chiara Tamagnini, che ha coordinato l'incontro, ha fatto leggere ad alcuni alunni delle terze classi dei brani del romanzo. Tatiana, Deborah, Davide e Matteo hanno richiamato alcune pagine relative alla descrizione della festa dei santi, all'inizio del conflitto nell'ex Jugoslavia, ad una selvaggia azione di guerra e di stupro ad opera di alcuni soldati serbi, ed infine al racconto di alcune fiabe che la nonna narrava a Silvana, l'altra protagonista del libro.
Successivamente Nino Casamento ha parlato a lungo ai ragazzi, rispondendo anche alle  domande che gli hanno rivolto Steven, Bruno, Giulia, Osama, Davide, Samuel e Nicola.
L'autore del libro ha innanzitutto manifestato la sua soddisfazione per questo come per altri incontri con gli studenti. "Intanto - ha detto - perchè sono stato insegnante, ma poi perchè si legge poco in Italia , soprattutto da parte dei giovani. E quindi credo che il rilancio della lettura sia la nuova frontiera dell'impegno culturale di una società che non voglia rassegnarsi allo scivolamento già in atto verso il degrado culturale.
Qui nella scuola media di Rivignano sono venuto quindi con grande piacere, per questi motivi, ma anche per alcune motivazioni in più che voglio indicare:
Frequento Rivignano ormai da sei anni,ci  vengo ripetutamente e mi fermo per lunghi periodi perché è una cittadina che mi piace. Perché mi piace, perchè la trovo interessante, lo leggerete nel prossimo numero del giornale del Comune, per il quale ho già scritto un articolo in cui esplicito questo concetto. Non a caso ho fatto incontrare proprio a Rivignano, dove per buona parte il libro è ambientato, i due protagonisti di questo romanzo, quelli che io chiamo con una metafora i due naufraghi, che trovano qui l'isoletta della salvezza, dove approdano per scampare ai marosi della tempesta della vita e in cui riprendono a vivere, superano il grande buio della loro esistenza, possono coltivare la speranza di un futuro migliore.
Dicevo che oggi le giovani generazioni leggono poco. Le vecchie generazioni leggevano molto di più. Perchè? Quando facevo la scuola media io, il libro era l'unico strumento d'informazione e anche di svago, di intrattenimento
La televisione aveva un solo canale, poi due e trasmetteva solo per poche ore al giorno. Non c'era internet, non esistevano i telefonini, non c'era la vasta gamma dei mezzi di comunicazione e di intrattenimento che ci sono oggi.
Proprio l'altro giorno leggevo però che comincia a notarsi un'inversione di tendenza, un segnale di ripresa e questo grazie ad iniziative proprio della scuola che si sta adoperando molto in questo senso, creando laboratori di lettura,promuovendo incontri con gli autori, ma anche grazie al lavoro delle biblioteche, specie quelle comunali, che fanno tante iniziative, anche per i più piccoli, come per esempio "Nati per leggere".
 Si è poi soffermato sul valore del libro. "Il libro è uno strumento interattivo - ha voluto precisare - mentre la TV fa restare passivi. E poi c'è l'uso dello zapping, che consente di saltellare di qua e di là, senza possibilità di soffermarsi, di riflettere, di approfondire.
Mi piace sottolineare a questo proposito quello che alcuni giorni fa scriveva sul Corriere della Sera il sociologo Alberoni, che definiva il nostro tempo come l'epoca del pensiero frantumato. I ragazzi stentano ad applicarsi - diceva - perdono l'abitudine alla concentrazione e allo sviluppo dei processi logici. Si soffermano solo sulle cose che allettano, che sono piacevoli, quelle più semplici, che non richiedono un particolare impegno e non offrono la possibilità di riflettere e di formarsi.
Il libro è importante, ma anche gli altri mezzi, se opportunamente utilizzati e soprattutto integrati, possono dare stimoli importanti.
Prendete Internet, ad esempio. E' un grande strumento, ma è uno strumento, come il. coltello, che se ussato bene è indispensabile, ma se è usato male, può dibentare un'arma micidiale. Io, alla mia età, mi son fatto un sito ed in pochi mesi ho già avuto migliaia di visite. Questo mi dà la possibilità di far conoscere a tanta gente le mie opere, le mie ide, il mio impegno culturale, i miei incontri con gli studenti. Anche voi potrete trovare nei prossimi giorni il resoconto di questa iniziativa di stamattina, con le foto che sono state fatte.
Il messaggio che ho voluto consegnare a questo romanzo,
è di speranza, voglia di vincere le difficoltà, sconfiggere la violenza.
Questo infatti è un libro contro la guerra, contro la mafia, contro il razzismo.
Mi avete chiesto se quella raccontata è una storia vera o no.  Prende spunto dalle vicende realmente successe ad un profugo bosniaco che ho conosciuto proprio a Rivignano, ovviamente rielaborate. D'altro canto in ogni storia raccontata, vera o inventata di sana pianta, ogni autore ci mette sempre del suo. Per esempio, la descrizione del campo di concentramento di Mauthausen è frutto di un'esperienza mia, non del protagonista del libro.
Voglio concludere questo bell'incontro con l'invito che rivolgo questa mattina anche a voi di non rassegnarsi alle cose brutte che ci sono in questa nostra società, ma di impegnarsi a migliorare il mondo. E' un compito vostro. Per farlo bisogna conoscere, essere consapevoli, impegnarsi, sconfiggere l'ignoranza. Si può fare, dipende solo da voi. Come i protagonisti del libro che non si fanno travolgere, che reagiscono, che riprendono a vivere. Questo del resto è il messaggio che il libro vuole lanciare, che vuole consegnarvi.

L'incontro è stato veramente proficuo e, oltre agli alunni delle quattro classi dell'ultimo anno, hanno presenziato le insegnanti Chiara Tamagnini, Renata Doplicher, Antonietta Frosutto e Mara Martinis, che hanno guidato e preparato i ragazzi all'incontro con l'autore. Gli allievi hanno apprezzato l'iniziativa che hanno seguito con attenzione ed interesse.

 



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